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LEVOFLOXACINA INFOMED - riassunto delle caratteristiche del prodotto

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Riassunto delle caratteristiche del prodotto - LEVOFLOXACINA INFOMED

1 denominazione del medicinale

Levofloxacina Infomed 5 mg/ml Soluzione per Infusione

2 composizione qualitativa e quantitativa

Ogni ml di soluzione per infusione contiene 5 mg di di levofloxacina (come emiidrato).

Ogni sacca da 50 ml contiene 250 mg di levofloxacina (come emiidrato).

Ogni sacca da 100 ml contiene 500 mg di levofloxacina (come emiidrato).

Eccipienti con effetti noti:

Ogni sacca da 50 ml contiene approssimativamente 7,7 mmoli (177 mg) di sodio.

Ogni sacca da 100 ml contiene approssimativamente 15,4 mmoli (354 mg) di sodio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

3. forma farmaceutica

Soluzione per infusione.

Soluzione limpida isotonica di colore da giallo a giallo-verdognolo con pH compreso tra 4,3 e 5,3 e osmolalità compresa tra 270 – 330 mOsm/Kg.

4 informazioni cliniche

4.1 indicazioni terapeutiche

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Negli adulti Levofloxacina Infomed è indicata nel trattamento delle seguenti infezioni (vedere i paragrafi 4.4 e 5.1):

Polmoniti acquisite in comunità, Infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli.

Per le infezioni sopra menzionate Levofloxacina Infomed deve essere usata solo quando è considerato inappropriato l’uso di agenti antibatterici comunemente raccomandati per il trattamento iniziale di queste infezioni.

Pielonefriti e infezioni complicate delle vie urinarie (vedere il paragrafo 4.4) Prostatite batterica cronica Inalazione di antrace: profilassi dopo l’esposizione e trattamento curativo (vedere il paragrafo 4.4).

Devono essere prese in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

4.2 posologia e modo di somministrazione

Levofloxacina Infomed viene somministrata una o due volte al giorno per infusione endovenosa lenta. Il dosaggio dipende dal tipo, dalla gravità dell’infezione e dalla sensibilità del patogeno ritenuto causa dell’infezione.

Dopo l'uso iniziale della soluzione endovenosa, il trattamento con levofloxacina può essere completato con una forma orale appropriata, in accordo al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto delle compresse rivestite con film e tenendo conto delle condizioni del paziente.

Data la bioequivalenza della forma orale e parenterale, può essere utilizzato lo stesso dosaggio.

Posologia

Sono raccomandate le seguenti dosi di Levofloxacina Infomed:

Dosaggio nei pazienti con funzionalità renale normale (Clearance della creatinina > 50 ml/min)

Indicazioni

Dose giornaliera

(in relazione alla gravità)

Durata totale del trattamento 1

(in relazione alla gravità)

Polmoniti acquisite in comunità

500 mg una o due volte al giorno

7–14 giorni

Pielonefriti

500 mg una volta al giorno

7–10 giorni

Infezioni complicate delle vie urinarie

500 mg una volta al giorno

7–14 giorni

Prostatite batterica cronica

500 mg una volta al giorno

28 giorni

Infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli

500 mg una o due volte al giorno

7–14 giorni

Inalazione di antrace

500 mg una volta al giorno

8 settimane

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

1 La durata del trattamento comprende la somministrazione per via endovenosa più il trattamento per via orale. Il tempo necessario per passare dalla soluzione endovenosa a quella orale dipende dalla situazione clinica, ma normalmente va da 2 a 4 giorni.

Popolazioni speciali

Pazienti con compromissione renale (Clearance della creatinina < 50 ml/min)

Dose

250 mg/24 h

500 mg/24 h

500 mg/12 h

Clearance della creatinina

prima dose : 250 mg

prima dose : 500 mg

prima dose : 500 mg

50–20 ml/min

dosi successive : 125 mg/24 h

dosi successive : 250 mg/24 h

dosi successive : 250 mg/12 h

19–10 ml/min

dosi successive : 125 mg/48 h

dosi successive : 125 mg/24 h

dosi successive : 125 mg/12 h

< 10 ml/min

(incluse emodialisi e dialisi peritoneale ambulatoriale continua) 1

dosi successive : 125 mg/48 h

dosi successive : 125 mg/24 h

dosi successive : 125 mg/24 h

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

1Non sono richieste dosi aggiuntive dopo l'emodialisi o la dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD).

Pazienti con compromissione epatica

Non è necessaria alcuna modifica della dose in quanto levofloxacina non viene metabolizzata in quantità rilevanti dal fegato e viene escreta principalmente per via renale.

Persone anziane

Non è necessaria alcuna modifica della dose negli anziani se non quella imposta da considerazioni sulla funzionalità renale (vedere il paragrafo 4.4 “Tendinite e rottura del tendine” e “Prolungamento dell’intervallo QT”).

Popolazione pediatrica

Levofloxacina Infomed è controindicata nei bambini e negli adolescenti nel periodo della crescita (vedere il paragrafo 4.3).

Modo di somministrazione

Levofloxacina Infomed deve essere somministrata solo mediante infusione endovenosa lenta, una o due volte al giorno. Il tempo di infusione deve essere di almeno 30 minuti per 250 mg o 60 minuti per 500 mg di Levofloxacina Infomed (vedere il paragrafo 4.4).

Per le incompatibilità vedere il paragrafo 6.2 e per le compatibilità con altre soluzioni per infusione vedere il paragrafo 6.6.

4.3 controindicazioni

Levofloxacina Infomed non deve essere somministrata:

a pazienti che abbiano manifestato ipersensibilità a levofloxacina o ad altri chinoloni o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, a pazienti, a pazienti con anamnesi di affezioni tendinee correlate alla somministrazione di fluorochinoloni, a bambini o adolescenti nel periodo della crescita, alle donne in alle donne che allattano con latte materno.

4.4 avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

E’ molto probabile che lo S. aureus resistente alla meticillina (MRSA) dimostri una resistenza crociata ai fluorochinoloni, inclusa levofloxacina. Pertanto levofloxacina non è raccomandata per il trattamento di infezioni note o sospette da MRSA a meno che i risultati di laboratorio abbiano confermato la sensibilità dell’organismo a levofloxacina (e gli agenti antibatterici comunemente raccomandati per il trattamento delle infezioni da MRSA siano considerati non appropriati).

La resistenza ai fluorochinoloni di E. coli – il patogeno più comunemente coinvolto nelle – è variabile nelle differenti aree dell’Unione Europea. I medici devono tener conto della prevalenza locale di resistenza di E. coli ai fluorochinoloni.

Inalazione di antrace: l’uso nell’uomo si basa sui dati di sensibilità in vitro del Bacillus anthracis e su esperimenti negli animali unitamente a dati limitati nell’uomo. I medici devono fare riferimento ai documenti di consenso nazionali o internazionali sul trattamento dell’antrace.

Tempo di infusione

Deve essere rispettata la raccomandazione relativa al tempo di infusione che deve essere di almeno 30 minuti per 250 mg o 60 minuti per 500 mg di Levofloxacina Infomed. È ben conosciuta la comparsa di tachicardia e una temporanea diminuzione della pressione arteriosa durante l’infusione con ofloxacina. In casi rari può, in seguito ad una grave diminuzione della pressione, manifestarsi un collasso circolatorio. Se una diminuzione importante della pressione arteriosa si manifesta durante l’infusione di levofloxacina (l’isomero levogiro della ofloxacina) l’infusione deve essere immediatamente interrotta.

Contenuto di sodio

Questo medicinale contiene approssimativamente 7,7 mmoli (177 mg) di sodio per la sacca da 50 ml e 15,4 mmoli (354 mg) per la sacca da 100 ml. Da tenere in considerazione in persone che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Tendinite e rottura del tendine

La tendinite può manifestarsi raramente. Essa coinvolge più frequentemente il tendine di Achille e può portare alla rottura del tendine stesso. Tendinite e rottura tendinea, a volte bilaterale, possono verificarsi entro 48 ore dall’inizio della terapia con levofloxacina e sono state riportate fino a diversi mesi dopo la fine del trattamento. Il rischio di tendinite e di rotture tendinee è aumentato nei pazienti con più di 60 anni, nei pazienti che ricevono dosi giornaliere di 1000 mg e nei pazienti che utilizzano corticosteroidi. Nei pazienti anziani la dose giornaliera deve essere aggiustata in base alla clearance della creatinina (vedere il paragrafo 4.2). Un monitoraggio attento di questi pazienti è pertanto necessario se viene loro prescritta levofloxacina. Tutti i pazienti devono consultare il medico se accusano sintomi di tendinite. Se si sospetta una tendinite il trattamento con levofloxacina deve essere immediatamente interrotto e devono essere adottate misure specifiche per il tendine colpito (es. immobilizzazione) (vedere i paragrafi 4.3 e 4.8).

Malattia da Clostridium difficile

Se si manifesta una diarrea, in particolare se grave, persistente e/o con sanguinamento, durante o dopo la terapia con levofloxacina (anche diverse settimane dopo il trattamento), questa può essere sintomatica della malattia da Clostridium difficile (CDAD). La severità della CDAD può variare in un range da lieve a pericolosa per la vita; la forma più grave è la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.8). E’ pertanto importante prendere in considerazione questa diagnosi nei pazienti che sviluppano diarrea grave durante o dopo il trattamento con levofloxacina. In caso di CDAD sospetta o confermata, deve essere interrotta immediatamente la terapia con levofloxacina e devono essere adottate immediate misure terapeutiche. In questo contesto clinico i prodotti che inibiscono la peristalsi sono controindicati.

Pazienti predisposti ad attacchi convulsivi

I chinoloni possono abbassare la soglia convulsiva e di conseguenza possono scatenare convulsioni. Levofloxacina è controindicata in pazienti con anamnesi di(vedere il paragrafo 4.3), e, come per altri chinoloni, deve essere usata con estrema cautela in pazienti predisposti ad attacchi convulsivi, o in pazienti che ricevono terapie concomitanti con principi attivi come la teofillina che riducono la soglia convulsiva cerebrale (vedere il paragrafo 4.5). In caso di convulsioni (vedere il paragrafo 4.8) il trattamento con levofloxacina deve essere interrotto.

Pazienti con carenza della glucosio-6-fosfato-deidrogenasi

I pazienti con difetti latenti o accertati per l’attività della glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, possono essere predisposti a reazioni emolitiche quando vengono trattati con antibatterici della classe dei chinoloni. Per tale ragione, se si vuole usare levofloxacina in questo tipo di pazienti, deve essere monitorato il potenziale verificarsi di emolisi.

Pazienti con compromissione renale

Poiché levofloxacina viene escreta principalmente per via renale, le dosi di Levofloxacina Infomed devono essere opportunamente adattate in caso di compromissione renale (vedere il paragrafo 4.2).

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC dei medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC).

Reazioni di ipersensibilità

Levofloxacina può causare reazioni di ipersensibilità gravi, potenzialmente fatali (ad esempio angioedema fino a shock anafilattico), occasionalmente dopo la dose iniziale (vedere il paragrafo 4.8). I pazienti devono immediatamente sospendere il trattamento e contattare il medico o recarsi al pronto soccorso in modo che vengano adottati opportuni trattamenti d’emergenza.

Reazioni bollose severe

Con levofloxacina sono stati riportati casi di reazioni cutanee bollose gravi, quali sindrome di Steven- Johnson o necrolisi epidermica tossica (vedere il paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvertiti di contattare immediatamente il medico se si verificano reazioni cutanee e/o alle mucose, prima di continuare il trattamento.

Disglicemia

Come accade con tutti i chinoloni, sono stati segnalati disturbi della glicemia, sia ipoglicemia che iperglicemia, solitamente in pazienti diabetici che sono in trattamento concomitante con ipoglicemizzanti orali (ad esempio glibenclamide) o con insulina. Sono stati riportati casi di coma ipoglicemico. Si raccomanda di monitorare attentamente la glicemia nei pazienti diabetici (vedere il paragrafo 4.8).

Prevenzione della fotosensibiliz­zazione

Durante la terapia con levofloxacina è stata riportata fotosensibiliz­zazione (vedere il paragrafo 4.8). Si raccomanda ai pazienti di non esporsi inutilmente alla luce solare intensa o a raggi U.V. artificiali (es. lampada solare, solarium) durante il trattamento e per 48 ore dopo la fine del trattamento al fine di evitare l’insorgenza di fotosensibiliz­zazione.

Pazienti trattati con antagonisti della vitamina K

A causa di un possibile incremento dei valori dei test di coagulazione (PT/INR) e/o dei sanguinamenti in pazienti trattati con levofloxacina in associazione con un antagonista della vitamina K (es., i test di coagulazione devono essere monitorati quando questi farmaci sono somministrati contemporaneamente (vedere il paragrafo 4.5).

Reazioni psicotiche

Nei pazienti che assumono chinoloni, inclusa levofloxacina, sono state segnalate reazioni psicotiche. Queste, in casi molto rari, sono progredite a pensieri suicidi e comportamenti autolesivi, talvolta dopo soltanto una singola dose di levofloxacina (vedere il paragrafo 4.8). Nel caso in cui il paziente sviluppi queste reazioni, si deve interrompere levofloxacina e si devono istituire misure appropriate. Si raccomanda attenzione nel caso in cui si debba utilizzare levofloxacina nei pazienti psicotici o nei pazienti con precedenti di malattia psichiatrica.

Prolungamento dell’intervallo QT

I fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, devono essere somministrati con cautela nei pazienti con noti fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QT come per esempio:

sindrome del QT lungo congenita, assunzione contemporanea di medicinali che notoriamente prolungano l’intervallo QT (ad esempio antiaritmici di classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici), squilibrio elettrolitico non compensato (ad esempio ipokaliemia, ipomagnesiemia), malattie cardiache (ad esempio insufficienza cardiaca, infarto miocardico, bradicardia).

I pazienti anziani e le donne potrebbero essere più sensibili ai medicinali che prolungano l’intervallo QTc. Pertanto si deve esercitare cautela quando si usano fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, in queste popolazioni (vedere i paragrafi 4.2, 4.5, 4.8 e 4.9).

Neuropatia periferica

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Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

In pazienti che assumono fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, è stata segnalata neuropatia periferica sensoriale o sensomotoria, che può insorgere rapidamente (vedere il paragrafo 4.8). Se il paziente presenta sintomi da neuropatia, il trattamento con levofloxacina deve essere interrotto per prevenire lo sviluppo di una situazione irreversibile.

Patologie epatobiliari

Con levofloxacina sono stati descritti casi di necrosi epatica fino a insufficienza epatica letale, soprattutto in pazienti affetti da gravi malattie concomitanti, come ad esempio sepsi (vedere il paragrafo 4.8). I pazienti devono essere informati di interrompere il trattamento e di contattare il medico nel caso in cui si sviluppino segni e sintomi di sofferenza epatica, come ad esempio anoressia, ittero, urine scure, prurito o addome sensibile alla palpazione.

Esacerbazione della miastenia gravis

I fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, hanno attività bloccante neuromuscolare e possono esasperare la debolezza muscolare in pazienti con miastenia gravis. Durante la commercializza­zione, reazioni avverse gravi, incluso decesso e necessità di supporto respiratorio, sono state associate all’uso di fluorochinoloni in pazienti con miastenia gravis. Levofloxacina non è raccomandata in pazienti con anamnesi di miastenia gravis.

Disturbi della vista

Se la visione diviene offuscata o si verifica un qualsiasi effetto sugli occhi, si deve consultare immediatamente un oculista (vedere i paragrafi 4.7 e 4.8).

Superinfezione

L’uso di levofloxacina, specie se prolungato, può risultare nella crescita di organismi non sensibili. Se si verifica superinfezione in corso di terapia, vanno intraprese le opportune misure.

Interferenza con le analisi di laboratorio

Nei pazienti trattati con levofloxacina, la determinazione degli oppiacei nelle urine può dare risultati falso- positivi. Per confermare la positività può essere necessario eseguire l’analisi con un metodo più specifico.

Levofloxacina può inibire la crescita del Mycobacterium tubercolosis e, pertanto, può dare risultati falsi negativi nella diagnosi batteriologica di tubercolosi.

4.5 interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Effetto di altri medicinali su Levofloxacina Infomed

Teofillina, fenbufen o antiinfiammatori non steroidei simili

In uno studio clinico non sono state evidenziate interazioni farmacocinetiche tra levofloxacina e teofillina. Tuttavia una marcata riduzione della soglia convulsiva può verificarsi quando i chinolonici vengono somministrati in concomitanza con teofillina, FANS o altri agenti capaci di ridurre tale soglia.

In presenza di fenbufen le concentrazioni di levofloxacina sono risultate del 13% più elevate di quelle osservate somministrando il farmaco da solo.

Probenecid e cimetidina

Probenecid e cimetidina hanno dimostrato un effetto statisticamente significativo sulla eliminazione della levofloxacina. La clearance renale di levofloxacina è risultata ridotta con cimetidina (del 24%) e con probenecid (del 34%). Questo avviene perché entrambi i medicinali sono capaci di bloccare la secrezione di levofloxacina a livello dei tubuli renali. Tuttavia, è improbabile che alle dosi utilizzate negli studi clinici, le differenze statisticamente significative a livello cinetico abbiano rilevanza clinica.

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Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Si richiede particolare cautela in caso di contemporanea somministrazione di levofloxacina con medicinali che possono modificare la secrezione tubulare renale come probenecid e cimetidina, specialmente in pazienti con compromissione della funzionalità renale.

Altre informazioni rilevanti

Studi di farmacologia clinica hanno dimostrato che la farmacocinetica di levofloxacina non viene modificata in modo clinicamente rilevante quando levofloxacina viene somministrata insieme ai seguenti medicinali: carbonato di calcio, digossina, glibenclamide e ranitidina.

Effetto di Levofloxacina Infomed su altri medicinali

Ciclosporina

L’emivita della ciclosporina risulta aumentata del 33% quando somministrata in concomitanza con levofloxacina.

Antagonisti della vitamina K

Incrementi dei valori dei test di coagulazione (PT/INR) e/o sanguinamenti, che possono essere anche gravi, sono stati segnalati in pazienti trattati con levofloxacina in associazione con un antagonista della vitamina K (es.. Pertanto, si devono monitorare i test di coagulazione nei pazienti trattati con antagonisti della vitamina K (vedere il paragrafo 4.4).

Farmaci che notoriamente prolungano l’intervallo QT

Levofloxacina, come altri fluorochinoloni, deve essere utilizzata con cautela nei pazienti che assumono medicinali che notoriamente prolungano l’intervallo QT (ad esempio antiaritmici di classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici) (vedere il paragrafo 4.4 prolungamento dell’intervallo QT).

Altre informazioni importanti

In uno studio di interazione farmacocinetica, levofloxacina non ha modificato la farmacocinetica della teofillina (che è un substrato del CYP1A2), indicando che levofloxacina non è un inibitore del CYP1A2.

4.6 fertilità, gravidanza e allattamento

Vi sono dati limitati sull’uso di levofloxacina in donne in. Gli studi di riproduzione sull’animale non hanno evidenziato effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Tuttavia, in assenza di dati nell’uomo ed a causa di rischi sperimentali di danno da fluorochinoloni alle cartilagini che sostengono pesi dell’organismo in crescita, levofloxacina non deve essere impiegata in donne in(vedere i paragrafi 4.3 e 5.3).

Allattamento

Levofloxacina Infomed è controindicato in donne che allattano con latte materno. Vi sono informazioni insufficienti sull’escrezione di levofloxacina nel latte umano; tuttavia altri fluorochinoloni sono escreti nel latte umano. In assenza di dati nell’uomo ed a causa di rischi sperimentali di danno da fluorochinoloni alle cartilagini che sostengono pesi dell’organismo in crescita, levofloxacina non deve essere impiegata in donne che allattano al seno (vedere i paragrafi 4.3 e 5.3).

Fertilità

Levofloxacina non ha causato compromissione della fertilità o dei risultati riproduttivi nei ratti.

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

4.7 effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Alcuni effetti indesiderati di levofloxacina come capogiri,, disturbi visivi possono alterare la capacità di concentrazione e di reazione del paziente con conseguente rischio in situazioni dove tali capacità sono di particolare importanza (ad es. durante la guida di automobili e l’uso di macchinari).

4.8 effetti indesiderati

Le informazioni sono riconducibili a studi clinici effettuati su più di 8300 pazienti e ad una vasta esperienza post-marketing.

Nella tabella sotto, le reazioni avverse sono descritte secondo la classificazione per sistemi ed organi MedDRA.

Molto comune (≥1/10);

Comune (≥1/100, <1/10);

Non comune (≥1/1.000 , <1/100);

Raro (≥1/10.000, <1/1.000);

Molto raro (<1/10.000);

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comune (≥1/10)

Comune (≥1/100, < 1/10)

Non comune (≥1/1.000, < 1/100)

Raro (≥1/10.000, <1/1.000)

Molto raro (<1/10000)

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Infezioni ed infestazioni

Infezione micotica inclusa infezione da Candida Patogeni resistenti

Patologie del sistema emolinfopoietico

Leucopenia Eosinofilia

Trombocitopenia Neutropenia

Pancitopenia Agranulocitosi Anemia emolitica

Disturbi del sistema immunitario

Angioedema Ipersensibilità (vedere paragrafo 4.4)

Shock anafilatticoa Shock anafilattoidea (vedere paragrafo 4.4)

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Anoressia

Ipoglicemia particolarmente nei pazienti diabetici (vedere paragrafo 4.4)

Iperglicemia Coma ipoglicemico (vedere paragrafo 4.4)

Disturbi psichiatrici

Ansia

Stato confusionale Nervosismo

Reazioni psicotiche (con ad es.

allucinazioni, paranoia) Depressione Agitazione Sogni anomali Incubi.

Disturbi psicotici con comportamenti autolesivi compresi ideazione o tentativi di suicidio (vedere paragrafo 4.4)

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comune (≥1/10)

Comune (≥1/100, < 1/10)

Non comune (≥1/1.000,< 1/100)

Raro (≥1/10.000, <1/1.000)

Molto raro (<1/10000)

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie del sistema nervoso

Cefalea

Capogiri

Tremori Disgeusia

Convulsioni (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) Parestesia

Neuropatia periferica sensoriale (vedere paragrafo 4.4) Neuropatia periferica senso motoria (vedere paragrafo 4.4) Parosmia inclusa anosmia Discinesia Disordini extrapiramidali Ageusia Sincope intracranica benigna

Patologie dell’occhio

Disturbi della vista quali visione offuscata (vedere paragrafo 4.4)

Perdita temporanea della vista (vedere paragrafo 4.4)

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Tinnito

Perdita dell’udito Compromissione dell’udito

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

Patologie della cute e del tessuto

Eruzione cutanea Prurito

Necrolisi epidermica tossica Sindrome di

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

sottocutaneo b

Orticaria

Iperidrosi

Stevens-Johnson

Eritema multiforme

Reazioni di

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

fotosensibilità (vedere paragrafo 4.4)

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

Vasculite leucocitoclastica Stomatite

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

Patologie del sistema muscolo

Artralgia Mialgia

Disturbi a carico dei tendini

Rabdomiolisi Rottura del tendine (es.

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

scheletrico e del tessuto connettivo

(vedere paragrafi 4.3 e 4.4)

tendine di

Achille) (vedere paragrafi 4.3 e

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

compresa tendinite (es. tendine di

4.4)

Rottura dei legamenti

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

Achille) Indeboliment o muscolare

Rottura muscolare

Artrite

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

che può risultare di particolare

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

rilevanza in soggetti affetti da

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

miastenia gravis (vedere

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

paragrafo 4.4)

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

Patologie renali ed urinarie

Aumento della creatinin

acuta (ad esempio

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

a

ematica

dovuta a nefrite interstiziale)

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

Patologie sistemiche e condizioni

Reazioni nel sito di infusione

Astenia

Piressia

Dolore (incluso mal di schiena, dolore toracico e

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

relative alla sede di

somministrazion

(dolore, arrossament o)

alle estremità)

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Classificazione per sistemi e organi

Molto comun e (≥1/10)

Comune (≥1/100° a < 1/10)

Non comune (≥1/1.00 0 a< 1/100)

Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)

Molto raro (<1/10000 )

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Tachicardia Palpitazioni

Tachicardia ventricolare che può portare ad arresto cardiaco. Aritmia ventricolare e torsioni di punta (riportate soprattutto in pazienti con fattori di rischio per un prolungamento dell’intervallo QT) elettrocardiogramm a con prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.9)

Patologie vascolari

Flebite

Ipotensione

Patologie respiratorie e toraciche mediastiniche

Dispnea

Broncospasmo

Polmonite allergica

Patologie gastrointestinal

Diarrea Vomito Nausea

Dolore addominale Dispepsia Flatulenza Stipsi

Diarrea emorragica che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici (ALT/AST, fosfatasi alcalina, GGT).

Aumento della bilirubina ematica

Ittero e gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie preesistenti (vedere paragrafo 4.4) Epatite

e

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

a Le reazioni anafilattiche e anafilattoidi possono qualche volta manifestarsi anche dopo la prima somministrazione. b Le reazioni muco-cutanee possono qualche volta manifestarsi anche dopo la prima somministrazione.

Altri effetti indesiderati associati alla somministrazione di fluorochinoloni includono:

attacchi di porfiria in pazienti con porfiria.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo.

4.9 sovradosaggio

In accordo con gli studi di tossicità sull’animale o con gli studi di farmacologia clinica condotti con dosi superiori alle dosi terapeutiche, i sintomi più importanti che si manifestano dopo sovradosaggio acuto con Levofloxacina Infomed sono quelli a livello del Sistema Nervoso Centrale quali: confusione, capogiri, compromissione della coscienza, attacchi convulsivi, prolungamento dell’intervallo QT.

Nell’esperienza dopo la commercializzazione del medicinale sono stati osservati effetti a carico del sistema nervoso centrale inclusi stato confusionale, convulsioni, allucinazioni e tremore.

In caso di sovradosaggio si deve praticare il trattamento sintomatico. Deve essere effettuato un monitoraggio elettrocardio­grafico per la possibilità di prolungamento dell’intervallo QT.

L’emodialisi, inclusa la dialisi peritoneale e dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD), non sono efficaci nel rimuovere levofloxacina. Non sono noti antidoti specifici.

5.   proprietà farmacologiche

5.1 proprietà farmacodinamiche

5.1 proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antibatterici chinolonici, fluorochinoloni, Codice ATC: J01MA 12.

Levofloxacina è un antibatterico di sintesi appartenente alla classe dei fluorochinolonici ed è l’enantiomero S (-) del racemo attivo di ofloxacina.

Meccanismo d’azione

In quanto agente antibatterico fluorochinolonico, levofloxacina agisce sul complesso DNA- girasi e topoisomerasi IV.

Relazione PK/PD

Il grado di attività antibatterica di levofloxacina dipende dal rapporto tra la massima concentrazione sierica (Cmax) o l’area sotto la curva (AUC) e la minima concentrazione inibente (MIC).

Meccanismo di resistenza

La resistenza a levofloxacina viene acquisita attraverso un processo a step con mutazioni al sito bersaglio in entrambe le topoisomerasi di tipo II, DNA girasi e topoisomerasi IV. Anche altri meccanismi di resistenza quali barriere di permeabilità (comune in Pseudomonas aeruginosa) e meccanismi di efflusso possono modificare la suscettibilità di levofloxacina.

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

C’è resistenza crociata tra levofloxacina ed altri fluorochinolonici. Per il particolare meccanismo di azione non c’é generalmente resistenza crociata tra levofloxacina ed altre classi di agenti antibatterici.

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Breakpoint

I valori di MIC breakpoint (mg/l), raccomandati dall’EUCAST per levofloxacina, in base ai quali si distinguono i microrganismi sensibili da quelli con sensibilità intermedia e quelli con sensibilità intermedia dai resistenti, sono riportati nella tabella di seguito:

Breakpoints clinici, espressi in MIC (concentrazione minima inibitoria), per levofloxacina, raccomandati dall’EUCAST (versione 4.0, 01–01–2014):

Patogeno

Sensibile (≤ mg/l)

Resistente (≥ mg/l)

ECOFF (> mg/l)

Enterobacteriacae

1

2

0.25

Pseudomonas spp.

0.5

1

2

Acinetobacter spp.

1

2

0.5

Staphylococcus spp.

1

2

1

Enterococcus (solo UTI non complicate)

4

4

4

Streptococcus A,B,C and G

1

2

1

Streptococcus pneumoniae 1

2

2

2

Haemophilus influenzae 2, 3

1

1

0.064

Moraxella catarrhalis

1

1

0.125

Neisseria gonorrhoea

IE

IE

0.016

Neisseria meningitides

IE

IE

0.032

Helicobacter pylori4

1

1

1

Pasteurella multocida

0.06

0.06

Breakpoints non correlate alla specie

1

2

1

ECOFF: valore epidemiologico cut-off per la sorveglianza della resistenza.

1 I breakpoints sono correlati alla terapia ad alte dosi.

2 Si possono verificare bassi livelli di resistenza ai fluorochinoloni (MIC di ciprofloxacina di 0,12–0,5 mg/l) ma non vi è evidenza che questa resistenza abbia importanza clinica nelle infezioni del tratto respiratorio con H. influenzae.

3 I ceppi con i valori di MIC superiori al breakpoint S/I sono molto rari o non ancora riportati.

In questi casi i test di identificazione e di sensibilità antimicrobica devono essere ripetuti su ciascun ceppo isolato e, se il risultato è confermato, il ceppo deve essere inviato al laboratorio di riferimento. Fino a quando non vi sia evidenza di una risposta clinica per isolati confermati con MIC superiore ai livelli di breakpoint di resistenza attuali, questi isolati devono essere riportati resistenti.

4 I valori di breakpoint sono basati su valori di cut-off epidemiologici (ECOFFs), che contraddistinguono wild-type isolati da quelli con ridotta sensibilità.

IE: Non ci sono prove sufficienti che la specie in questione sia un buon bersaglio per la terapia con il medicinale.

Spettro antibatterico

La prevalenza delle resistenze per le specie selezionate può variare geograficamente e con il tempo. È auspicabile avere informazioni sulla prevalenza locale di resistenze particolarmente quando devono essere trattate infezioni gravi.

Secondo necessità, è opportuno consultare un esperto nei casi in cui la prevalenza locale dei fenomeni di resistenza è tale da mettere in dubbio l’utilità del medicinale in almeno alcuni tipi di infezioni.

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

SPECIE COMUNEMENTE SENSIBILISPECIE COMUNEMENTE SENSIBILI

Batteri Aerobi Gram-positivi

Bacillus anthracis

Staphylococcus aureus methicillin-susceptible

Staphylococcus saprophyticus

Streptococci, group C and G

Streptococcus agalactiae

Streptococcus pneumoniae

Streptococcus pyogenes

Batteri Aerobi Gram-negativi Eikenella corrodens Haemophilus influenzae Haemophilus para-influenzae Klebsiella oxytoca Moraxella catarrhalis Pasteurella multocida Proteus vulgaris Providencia rettgeri

Batteri Anaerobi Peptostreptococ­cus

Altri

Chlamydophila pneumoniae Chlamydophila psittaci Chlamydia trachomatis Legionella pneumophila Mycoplasma pneumoniae Mycoplasma hominis Ureaplasma urealyticum

SPECIE PER LE QUALI LA RESISTENZA ACQUISITA PUÒ ESSERE UN PROBLEMA

Batteri Aerobi Gram-positivi

Enterococcus faecalis

Staphylococcus aureus methicillin-resistant #

Coagulase negative Staphylococcus spp

Batteri Aerobi Gram-negativi

Acinetobacter baumannii

Citrobacter freundii

Enterobacter aerogenes

Enterobacter cloacae

Escherichia coli

Klebsiella pneumoniae

Morganella morganii

Proteus mirabilis

Providencia stuartii

Pseudomonas aeruginosa

Serratia marcescens

Batteri Anaerobi

Bacteroides fragilis

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

CEPPI INTRINSECAMENTE RESISTENTI

Batteri aerobi Gram-positivi

Enterococcus faecium #

S. aureus meticillina resistente possiede molto probabilmente resistenza crociata ai fluorochinoloni, inclusa levofloxacina.

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

5.2 proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Somministrata per via orale, levofloxacina è rapidamente e quasi completamente assorbita con una concentrazione al picco plasmatico che si ottiene in 1–2 ore. La biodisponibilità assoluta è pari al 99 –100%.

Il cibo ha poco effetto sull’assorbimento di levofloxacina.

Lo steady-state viene raggiunto entro 48 ore con un regime posologico di 500 mg una o due volte al giorno.

Distribuzione

Il legame di levofloxacina con le proteine sieriche è pari a circa il 30–40%.

Il volume di distribuzione medio di levofloxacina è di circa 100 l dopo dosi singole e ripetute di 500 mg, ciò indica un’ampia distribuzione nei tessuti dell’organismo.

Penetrazione nei tessuti e nei liquidi dell’organismo:

E’ stato mostrato che levofloxacina penetra nella mucosa bronchiale, nei liquidi degli epiteli di rivestimento, nei macrofagi alveolari, nel tessuto polmonare, nella cute (liquido di bolla), nel tessuto prostatico e nell’urina. Tuttavia, levofloxacina ha una scarsa penetrazione nel fluido cerebro-spinale.

Biotrasformazione

Levofloxacina viene metabolizzata inpiccola parte nei metaboliti desmetil-levofloxacina e levofloxacina N-ossido. Questi metaboliti sono < 5% della dose escreta nelle urine. Levofloxacina è stabile dal punto di vista stereochimico e non è soggetta ad inversione chirale.

Eliminazione

In seguito a somministrazione orale ed endovenosa, levofloxacina viene eliminata dal plasma lentamente (t1/2: 6–8 ore). L’escrezione è prevalentemente renale (> 85% della dose somministrata).

La clearance apparente corporea totale media di levofloxacina dopo una dose singola di 500 mg è di 175 +/- 29,2 ml/min.

Non esistono grandi differenze farmacocinetiche in seguito a somministrazione orale o endovenosa, ciò suggerisce che le vie di somministrazione orale ed endovenosa sono intercambiabili.

Linearità

Levofloxacina mostra una farmacocinetica lineare entro un range da 50 a 1000 mg.

La farmacocinetica di levofloxacina è influenzata dalla compromissione renale. Con la diminuzione della funzionalità renale si riducono l’eliminazione e la clearance renali, mentre aumenta l’emivita di eliminazione come descritto nella seguente tabella.

Farmacocinetica nell’dopo singola dose orale di 500 mg.

ClCR (ml/min)

< 20

20–49

50–80

ClR (ml/min)

13

26

57

t 1/2 (h)

35

27

9

Documento reso disponibile da AIFA il 29/04/2021

Persone anziane

Non vi sono differenze significative nella cinetica di levofloxacina tra soggetti anziani e soggetti giovani, ad eccezione di quelle associate a variazioni nella clearance della creatinina.

Differenze tra i sessi

Analisi separate tra soggetti di sesso maschile e femminile hanno messo in evidenza piccole e marginali differenze nella farmacocinetica di levofloxacina. Non ci sono evidenze circa la rilevanza clinica di tali differenze.

5.3 dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità di una dose singola, tossicità a dosi ripetute, potenziale cancerogeno e tossicità della riproduzione e dello sviluppo.

Levofloxacina non ha causato compromissione della fertilità o della riproduzione nel ratto ed il solo effetto sul feto è stato il ritardo della maturazione come risultato della tossicità materna.

Levofloxacina non ha indotto mutazioni geniche sulle cellule batteriche o di mammiferi, ma ha indotto aberrazioni cromosomiche in vitro sulle cellule di polmone di criceto cinese. Questi effetti possono essere attribuiti all’inibizione della topoisomerasi II. I test in vivo (micronucleo, scambio dei cromatidi cellulari, sintesi del DNA non programmato, test letale dominante) non evidenziano alcun potenziale genotossico. Studi nel topo hanno evidenziato un’attività fototossica di levofloxacina solo a dosi molto elevate.

Levofloxacina non mostra potenziale attività genotossica nei test di fotomutagenesi mentre riduce lo sviluppo dei tumori nei test di fotocarcinogenesi.

Come per altri fluorochinoloni, levofloxacina ha evidenziato alcuni effetti sulle cartilagini (bolle e cavità) nel ratto e nel cane, soprattutto nell’animale giovane.

6. informazioni farmaceutiche

6.1 elenco degli eccipienti

Sodio cloruro

Sodio idrossido (per correggere il pH)

Acido cloridrico concentrato (per correggere il pH)

Acqua per preparazioni iniettabili

6.2 incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali, ad eccezione di quelli elencati al paragrafo 6.6.

I seguenti principi attivi o soluzioni per la ricostituzione/di­luizione non devono essere somministrati contemporaneamente a questo medicinale a causa della loro incompatibilità fisica:

Eparina o Soluzioni alcaline (per esempio bicarbonato di sodio).

6.3 periodo di validità

2 anni.

Periodo di validità durante l’utilizzo

Da un punto di vista microbiologico, a meno che il metodo di apertura precluda il rischio di contaminazione microbica, il medicinale deve essere utilizzato immediatamente. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione sono responsabilità dell'utilizzatore.

6.4 precauzioni particolari per la conservazione

6.4 precauzioni particolari per la conservazione

Conservare il medicinale nella confezione originale per proteggerlo dalla luce.

Non congelare.

Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura del medicinale, vedere il paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto della confezione

6.5 Natura e contenuto della confezione

Sacca per infusione poliolefinica da 100 ml, priva di lattice (contenente 50 ml o 100 ml di soluzione) ricoperta da una sovrasacca protettiva.

Confezioni da 10 e 50 sacche per Levofloxacina Infomed in sacche contenenti 50 ml.

Confezioni da 10 e 30 sacche per Levofloxacina Infomed in sacche contenenti 100 ml.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Questo medicinale è solo per uso singolo.

La soluzione deve essere ispezionata visivamente prima di essere somministrata e usata solo se limpida, di colore da giallo a giallo-verdognolo, praticamente priva di particelle.

Preparazione per la somministrazione endovenosa

Tenere la sacca per infusione con la porta di connessione in alto. Ruotare il cappuccio di protezione della porta di connessione. Inserire il perno di perforazione del set endovenoso nella porta di connessione con un movimento rotatorio. Sospendere la sacca al gancio.

Nessuna protezione dalla luce è necessaria durante l'infusione.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivanti da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Compatibilità con altre soluzioni per infusione

Levofloxacina Infomed è compatibile con le seguenti soluzioni per infusione:

Sodio Cloruro 9 mg/ml(0,9%); Glucosio 50 mg/ml(5%); Glucosio 25 mg/ml (2,5%) in soluzione Ringer.

Vedere il paragrafo 6.2 per le incompatibilità.

7. titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Infomed Fluids SRL

50 Theodor Pallady blvd., Sector 3,

032266 Bucarest,

Romania

Tel: +40 21 345 02 22

Fax: +40 21 345 3185

E-mail:

8. numeri delle autorizzazioni all'immissione in commercio

043668019 – „5mg/ml Soluzione per Infusione“ 10 sacche in non-latex PE da 50 ml

043668021 – „5mg/ml Soluzione per Infusione“ 50 sacche in non-latex PE da 50 ml 043668033 – „5mg/ml Soluzione per Infusione“ 10 sacche in non-latex PE da 100 ml

043668045 – „5mg/ml Soluzione per Infusione“ 30 sacche in non-latex PE da 100 ml

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE