La netilmicina è un principio attivo appartenente alla classe degli antibiotici aminoglicosidici, utilizzato per il trattamento di infezioni batteriche gravi. Questo farmaco agisce inibendo la sintesi proteica dei batteri, portando alla loro morte e alla risoluzione dell'infezione.
La netilmicina viene impiegata principalmente per combattere infezioni causate da germi Gram-negativi, come Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa. Tuttavia, può essere efficace anche contro alcuni batteri Gram-positivi come Staphylococcus aureus. In Italia, la netilmicina è disponibile sotto forma di soluzione iniettabile e collirio.
Il farmaco viene somministrato per via parenterale (intramuscolare o endovenosa) a causa della sua scarsa assorbimento attraverso il tratto gastrointestinale. La dose e la durata del trattamento dipendono dalla gravità dell'infezione e dalla sensibilità del microrganismo responsabile. In generale, si consiglia una dose giornaliera di 4-6 mg/kg suddivisa in due o tre somministrazioni.
La netilmicina presenta un'ampia distribuzione nei tessuti corporei ed è particolarmente efficace nelle infezioni del tratto urinario, delle vie respiratorie inferiori e delle ossa. Tuttavia, non riesce a penetrare adeguatamente nel liquido cerebrospinale e quindi non è indicata per il trattamento delle meningiti.
Come tutti gli aminoglicosidi, anche la netilmicina può causare effetti collaterali importanti, tra cui nefrotossicità (danno renale) e ototossicità (danno all'orecchio interno). Per ridurre il rischio di questi effetti avversi, è fondamentale monitorare attentamente i livelli sierici del farmaco e adeguare la dose in base alla funzionalità renale del paziente. Inoltre, la netilmicina può causare reazioni allergiche e disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.
La netilmicina è controindicata in pazienti con ipersensibilità nota agli aminoglicosidi o a uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nel farmaco. Inoltre, deve essere usata con cautela nei pazienti con preesistenti problemi renali o uditivi, nelle donne in gravidanza e durante l'allattamento.
In Italia, la resistenza batterica agli antibiotici è un problema emergente che riguarda anche gli aminoglicosidi come la netilmicina. Pertanto, è importante utilizzare questo farmaco solo quando strettamente necessario e in base ai risultati degli esami colturali ed antibiogramma per evitare lo sviluppo di ulteriore resistenza.
Nel contesto della terapia antibiotica combinata, la netilmicina può essere associata ad altri antibiotici per aumentarne l'efficacia e ridurre il rischio di resistenza batterica. Ad esempio, può essere somministrata insieme a beta-lattamici come penicilline o cefalosporine per potenziarne l'azione battericida.
In conclusione, la netilmicina è un antibiotico aminoglicosidico efficace nel trattamento di infezioni batteriche gravi causate da germi Gram-negativi e alcuni Gram-positivi. Tuttavia, a causa del potenziale rischio di effetti collaterali importanti e della crescente resistenza batterica, è fondamentale utilizzare questo farmaco con cautela e solo quando strettamente necessario. Il monitoraggio dei livelli sierici del farmaco e l'adeguamento della dose in base alla funzionalità renale del paziente sono essenziali per garantire un trattamento sicuro ed efficace.